Parole che salvano la memoria: la scuola incontra la storia per non dimenticare.

Dialogo con Salvatore Belsito autore del libro "l'ecumenismo vissuto: padre Callisto Lopilot" e con Ruth Hauben internata a Ferramonti all'età di sei anni.

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In occasione del Giorno della memoria, l’Istituto “Beato F.M. Greco-San Giacomo” rinnova con forza e sensibilità il proprio impegno educativo, promuovendo un’iniziativa di grande valore culturale e umano. Nelle giornate del 26 e del 27 gennaio, la scuola aprirà le sue porte ad un incontro di particolare rilievo, capace di intrecciare storia, testimonianza e riflessione civile.

Infatti l’evento “Parole che salvano la memoria” vedrà protagonista l’autore Salvatore Belsito, che dialogherà con gli alunni a partire dal suo libro “L’ecumenismo vissuto: padre Callisto Lopilot”. Al centro del racconto, la figura di padre LOPILOT, cappellano nel campo di Ferramonti durante la seconda guerra mondiale, esempio luminoso di umanità, dialogo e solidarietà in uno dei periodi più bui della storia europea.

Si tratta di un percorso che non nasce dal nulla: già lo scorso anno gli stessi alunni hanno partecipato a una visita guidata presso il Campo di Ferramonti di Tarsia, avviando un cammino di conoscenza e consapevolezza che oggi trova così la sua naturale continuità;  in più il riferimento al Campo di Ferramonti non rappresenta solo un approfondimento storico, ma si inserisce pienamente nell’obiettivo educativo dell’Istituto di valorizzare la storia locale, che mira maturare negli studenti la consapevolezza che anche il nostro territorio è stato protagonista della storia, teatro di eventi che hanno inciso profondamente sulle vite delle persone e sulla memoria collettiva.

Sarà un’occasione preziosa per riflettere sulla tragedia della Shoah, non solo attraverso i libri ma mediante il confronto diretto e la forza delle storie vissute.

A rendere l’iniziativa ancora più intensa e significativa sarà, infatti, giorno 30 gennaio l’intervento online di Ruth Hauben, sopravvissuta alle persecuzioni nazi-fasciste, cha da bambina conobbe in prima persona la realtà del Campo di Ferramonti di Tarsia.

Tutto ciò per “non dimenticare”.